Motobenedizione MC Feltre

Una splendida invasione di moto in Nevegal. Cinquemila centauri hanno preso d’assalto il colle bellunese per l’edizione numero 32 della Benedizione della moto, con un lunghissimo serpentone che è partito di mattina da Feltre per arrivare all’ora di pranzo in Nevegal, salendo dalla zona di Quantin.

Le macchine delle forze dell’ordine con le sirene hanno annunciato l’arrivo delle moto, che poi si sono ammassate nel piazzale del Nevegal, che ha accolto i motociclisti con il vestito da festa e con una condivisione di intenti che raramente si era vista in altre occasioni. Una festa incredibile, con mangiare e bere in ogni locale e con due palchi musicali che hanno fatto terminare la giornata molto tardi.

Ma prima di festeggiare c’è stata la parte religiosa della giornata, con il santuario davvero gremito.

Il vescovo emerito Andrich ha celebrato una breve messa, insieme a don De Luca e don Fabio Fiori, prima di benedire due moto dei carabinieri e tutti i presenti. Quindi tutti si sono spostati all’esterno, per recitare tutti insieme la preghiera del motociclista, sperando che possa essere di buon auspicio in vista della stagione che sta per iniziare.

Nei discorsi ufficiali, il vescovo ha usato la metafora del casco, che da sempre è ricordato anche nei testi religiosi e che ovviamente è molto utile per salvare delle vite.

Molto soddisfatto ed emozionato Daniele Gorza, il presidente del Moto club Feltre, principale organizzatore della giornata, che ha auspicato di poter tornare a Belluno in una delle prossime edizioni.

«Molto di noi non erano nemmeno mai venuti in questo luogo di culto», ha concluso Gorza.

Per le istituzioni, presente il sindaco di Belluno Jacopo Massaro, piacevolmente sorpreso in piazzale quando ha visto la moltitudine delle moto presenti. «Per noi bellunesi il Nevegal è un luogo quasi sacro e siamo molto orgogliosi di poterlo presentare ad altre persone in occasioni come questa. Speriamo

ci vorrete tornare anche in futuro. Ringrazio anche il vescovo Andrich, sempre presente nelle occasioni in cui si sta insieme. C’è molto bisogno di stare insieme oggi e dobbiamo riscoprire tutti questo valore».